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CHICAGO

Chicago - Ravensburger

Chicago, Ravensburger, 1991

N° giocatori:da 2 a 4
Età:16+
Anno:1991

Contenuto:

  • Regolamento
  • Piano di gioco
  • 80 pedine (20 per ogni colore)
  • 150 anelli / collari
  • 80 gettoni (20 per ogni colore)
  • 4 dadi combattimento
  • 1 dado percorso (12 lati)
  • 1 segnalino bianco contagiri
  • 1 segnalino nero di movimento
  • 25 banconote 1.000 FT
  • 25 banconote 5.000 FT
  • 25 banconote 10.000 FT
  • 25 banconote 50.000 FT

Descrizione:

CHICAGO è un gioco da tavolo ambientato negli USA, durante gli anni del proibizionismo.

Quattro bande lottano per il potere sulla città, inviando i loro gangster per controllare i bar e i casinò e duellare contro gli avversari.

Alla partenza ogni giocatore ha un angolo (un bar) del tabellone da cui partire e riceve:

Il tabellone rappresenta la pianta di un città, divisa in 4 quartieri (rosso, giallo, verde e blu) con strade ed edifici.

Ogni quartiere è composto da un casinò del valore di 20.000 FT e da 22 bar con un valore variabile tra 1.000 FT e 5.000 FT.

Ogni edificio ha almeno un ingresso indicato con una freccia nera stampata su una delle caselle del tabellone.

Sopra ogni edificio è raffigurato un cerchio che può essere bianco oppure colorato.

Se il cerchio è bianco non appartiene a nessuno, quando un giocatore ne assume il controllo vi piazza sopra un gettone del suo colore.

Sul tabellone sono presenti delle caselle speciali che permetto alle pedine di “uscire” e “rientrare” da una qualsiasi altra casella dello stesso tipo.

All’inizio della partita i giocatori dispongono i gangster sui palazzi sotto il loro controllo.

Una partita di Chicago si divide in 4 fasi (A, B, C e D) ognuna delle quali dura 6 giri.

Ogni fase inizia con un giocatore che inizia il turno, di conseguenza alla fase successiva inizierà un giocatore differente che non ha ancora iniziato.

All’inizio di una fase di gioco, ciascun giocatore può acquistare i collari che rappresentano la forza ed il valore dei propri gangster.

Soltanto i gangster con almeno un collare possono essere piazzati nella città e muoversi al suo interno.

Si possono comprare gangster con un massimo 3 collari; il quarto collare può essere vinto soltanto a duello.

I gangster che faranno ingresso durante lo svolgimento della partita partiranno dal relativo angolo/bar.

I movimenti a disposizione del giocatore sono determinati dal lancio di uno speciale dado a dodici facce con punteggio che varia da 11 a 22.

I movimenti possono essere distribuiti in qualsiasi modo tra i vari gangster e ciascuna casella della strada e ciascun edificio conta come una casella.

Su ogni casella non può sostare più di una pedina e non è possibile scavalcare nessuna pedina.

Se una pedina raggiunge una pedina avversaria inizia un duello.

Il combattimento avviene utilizzando degli speciali dadi a 6 facce; ogni giocatore utilizza il dado corrispondente al numero di collari.

Verranno lanciati i dadi fino a quando uno dei due non ottiene un punteggio più alto.

Il vincitore ottiene un collare e del denaro come premio, il perdente rimuove la pedina uccisa dal gioco.

Se dopo il secondo lancio di dadi i giocatori sono pari, perdono entrambi un collare; perso l’ultimo collare, la pedina viene uccisa.

Al termine di ciascuna fase di gioco ogni giocatore otterrà le rendite dei vari edifici sotto il suo controllo.

Scopo del gioco:

Se alla fine di una delle tre fasi intermedie un giocatore vince se ha occupato 3 casinò (4 in 2 giocatori) oppure ha occupato gli otto bar che si affacciano sulla piazza centrale oppure possiede cinque gangster con 4 collari.

Al termine della quarta ed ultima fase, se nessun giocatore ha raggiunto uno di questi tre obiettivi, vince chi possiede il capitale maggiore.

Conclusioni:

Pregi:materiale di buona qualità, regole chiare e con molti esempi.
Difetti:……………………………………………..
Curiosità:le banconote sono intercambiabili con altri giochi Ravensburger
Note:……………………………………………..

Andrea e Irene

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CENTENARIO FERROVIE

folder - Centenario ferrovie dello stato

Centenario ferrovie dello stato, Poste Italiane, 2005

Nel centenario delle ferrovie dello Stato le Poste Italiane nel 2005 realizzano questo folder

Contenuto:

  • 1 francobollo MNH
  • 1 tessera filatelica
  • 1 busta FDC
  • 1 cartolina filatelica

Descrizione:

Soggetto: Centenario delle ferrovie dello Stato
Valore facciale: 7,00 €
Data: 22/06/2005
Formato: A4 verticale a 4 facciate
Tiratura: ………………………..
Altre informazioni e curiosità: ………………………..

Andrea e Irene

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STORIA DEL FRANCOBOLLO, PARTE 4

categoria - filatelia

Storia del francobollo, parte 4: la nascita della filatelia e i primi falsi

La nascita della filatelia

Con la crescente diffusione dei francobolli nacque anche il fenomeno del loro collezionismo, la filatelia.

Già nel 1856 ebbero luogo negli Stati Uniti le prime riunioni di filatelisti.

categoria - filatelia
categoria – filatelia

Inizialmente i francobolli venivano recuperati dalla corrispondenza dopo che era giunta a destinazione.

I primi albi per collezionisti furono diffusi a partire del 1860 e il primo catalogo fu stampato nel 1861.

In questa fase il francobollo divenne un bene con valore collezionisti diverso dal valore nominale.

All’inizio della storia postale le emissioni erano scarse, di conseguenza i collezionisti non si concentravano su specifiche tematiche o emissioni nazionali.

Il 15 dicembre 1862 uscì la prima rivista specializzata in campo filatelico il Monthly Advertiser.

Nel 1864, fu il collezionista francese Georges Herpin a coniare la parola “filatelista”, termine di origine greca che significa “amante dell’assenza di tassa”.

Il 1866 è l’anno in cui negli Stati Uniti avvenne la fondazione della prima associazione filatelica del mondo, la Excelsior Stamp Association.

I primi falsi

I primi falsi fecero comparsa poco dopo l’introduzione del primo francobollo nel 1840.

La fantasia dei falsari non si limitò a riprodurre i valori originali, ma vennero eseguite anche contraffazioni.

Variazioni cromatiche e modifica delle cifre ad imitazione di francobolli con valori più elevati.

Altra tecnica utilizzata nella falsificazione fu il lavaggio chimico dell’annullo che rendeva i francobolli usati come nuovi per poter essere riutilizzati.

I sistemi antifalsificazione introdotti sono svariati, il primo ad essere adottato, fin dalla prima emissione inglese, è la filigrana della carta.

In Baviera, Württemberg e Svizzera fu introdotto l’uso di carta bianca con fili di seta colorata.

In seguito vennero ad aggiungersi ulteriori tecniche come l’utilizzo di carta colorata o con strisce laccate.

Andrea e Irene

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JOSEMARIA ESCRIVA SANTO

folder - Josemaria Escriva Santo

Josemaria Escriva Santo, Poste Italiane, 2002

Le poste Italiane nel 2002 celebrano con un folder Josemaria Escriva Santo

Contenuto:

  • 1 francobollo MNH
  • 1 cartolina filatelica
  • 1 busta FDC

Descrizione:

Soggetto: Josemaria Escriva Santo
Valore facciale: 6,00 €
Data: 06/10/2002
Formato: A4 verticale a 4 facciate
Tiratura: ………………………..
Altre informazioni e curiosità: ………………………..

Andrea e Irene

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STORIA DEL FRANCOBOLLO, PARTE 3

categoria - filatelia

Storia del francobollo, parte 3: i primi errori e i primi francobolli italiani

I primi errori

Il primo errore risale all’anno 1847, quando le autorità di Mauritius, allora possedimento inglese, volendosi dotare dei loro primi francobolli.

In questo modo riuscirono ad aggiudicare il primato del primo clamoroso errore di stampa, in realtà composto da due errori.

Emisero due serie del tutto simile al Penny Black ma una su fondo vermiglio e una su fondo indaco.

Inoltre riportando l’erronea dicitura di “Post Office” anziché “Post Paid”, ossia di “Ufficio Postale” al posto di “Porto Pagato”.

Questi sono oggi tra i più rari francobolli del mondo, in quanto furono subito ritirati.

Sono arrivati a noi 14 esemplari su fondo vermiglio e 12 esemplari su fondo indaco.

Nel 1855 e più precisamente il 1° luglio, fu la Svezia a regalare al mondo filatelico un’altro importante errore.

Fu proprio nell’emissione del primo francobollo svedese del valore di 3 skilling, che commise l’errore.

Venne realizzata la prima non conformità tra decreto di emissione (che lo aveva previsto verde) e stampa effettiva (che fu in giallo).

In questo modo venne realizzato uno dei più rari francobolli del mondo, battuto ad asta pubblica nel 1996 per ben due milioni di euro.

I primi francobolli italiani

Il 1º giugno del 1850, anche l’Italia si dotò del suo primo francobollo.

Il Regno Lombardo-Veneto emise la sua prima serie di sei valori diversi denominata “Aquila Bicipite”.

Aquila bicipite
Aquila bicipite

Fra questi è presente il 45 centesimi azzurro, considerato tra i più rari francobolli del mondo.

In seguito, 1º gennaio 1851 anche il Regno di Sardegna diede alle stampe la sua prima serie, l’effigie è di Vittorio Emanuele II.

Il 1º aprile successivo, con una serie di sei valori in Crazie, fu il granducato di Toscana con il marzocco (stemma del granducato) ad unirsi al nuovo sistema postale.

A seguire anche gli altri stati preunitari si uniformarono; nel 1852, il 1º gennaio lo Stato Pontificio e a giugno il Ducato di Modena e il Ducato di Parma.

Nel 1858 il Regno delle Due Sicilie fu l’ultimo degli antichi stati italiani ad adottare il francobollo, con una serie di colore rosa con 7 valori in Grana.

Di questi, il francobollo detto “Trinacria” divenne una rarità dopo che il governo garibaldino appena insediatosi a Napoli ne riprese la lastra di stampa.

Venne data vita ad un nuovo francobollo usando il colore azzurro e il valore in Grana venne convertito in Tornese.

Tale francobollo, rimasto in circolazione per un solo mese, è tra i più rari della storia postale italiana.

A seguito dell’unità d’Italia, vennero estesi ai nuovi possedimenti sabaudi i francobolli del Regno di Sardegna.

Di conseguenza il primo francobollo sardo (il 5 centesimi nero del gennaio 1851) è considerato anche il primo francobollo “italiano”.

La prima vera emissione italiana avvenne solo il 24 febbraio 1862, con il francobollo da 10 centesimi bistro recante l’effigie di Vittorio Emanuele II.

Quest’ultimo è analogo a quello sardo del 1855 ma dotato di dentellatura.

Il 1º dicembre 1863 venne stampata, in Inghilterra dalla tipografia De La Rue, la prima serie appositamente studiata per coprire le tariffe postali del Regno d’Italia.

Andrea e Irene

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PATRIMONIO MONDIALE UNESCO

folder - Patrimonio mondiale Unesco

Patrimonio mondiale Unesco, Poste Italiane, 2002

Nel 2002 le Poste Italiane in emissione congiunta con Amministrazione postale delle Nazioni unite di Ginevra dedicano un folder al Patrimonio mondiale Unesco.

In questa emissione dedicata all’Italia vengono celebrate Pisa e le Isole Eolie.

Contenuto:

  • 2 francobolli MNH
  • 2 francobolli MNH con bandella
  • 4 cartoline filateliche

Descrizione:

Soggetto: Patrimonio mondiale Unesco
Valore facciale: 20,00 €
Data: 30/08/2002
Formato: A4 verticale a 6 facciate
Tiratura: ………………………..
Altre informazioni e curiosità: ………………………..

Andrea e Irene

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ESERCITO ITALIANO

folder - Esercito italiano

Esercito Italiano, Poste Italiane, 2005

Folder della serie “istituzioni” dedicato all’Esercito Italiano dalle Poste Italiane nel 2005

Contenuto:

  • 1 francobollo MNH
  • 1 tessera filatelica
  • 1 busta FDC
  • 1 cartolina filatelica

Descrizione:

Soggetto: Esercito Italiano
Valore facciale: 7,00 €
Data: 29/04/2005
Formato: A4 verticale a 4 facciate
Tiratura: ………………………..
Altre informazioni e curiosità: ………………………..

Andrea e Irene

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FRENCH KISS

French kiss - AV editions

French kiss, Av Editions, 2005

N° giocatori:4 o maggiore ma sempre in numero pari
Età:16+
Anno:2005

Contenuto:

  • 150 carte “ragazze”
  • 150 carte “ragazzi”
  • 11 carte “jolly”
  • 22 carte “coppie”
  • 1 supporto con freccia girevole
  • 1 block-notes
  • 1 penna
  • regolamento

Descrizione:

French kiss è un un gioco in scatola della tipologia party game sicuramente adatto dai 16 anni in su.

Il numero minimo di giocatori è 4; normalmente 2 ragazzi e 2 ragazze.

La nota importante per poter giocare correttamente è: aumentando il numero di giocatori, la componente femminile e quella maschile sia sempre uguale.

Sicuramente non è un gioco per tutti, visto che si prevedono baci non solo a “stampo” e toccatine più o meno maliziose.

Inizialmente viene deciso il tempo limite di durata del gioco, per poter decretare i vincitori della partita.

I giocatori si dispongono intorno al supporto con la freccia girevole alternando ragazzo e ragazza.

Ogni giocatore ha una carta jolly e viene deciso per quante volte si può usare per evitare le prove e le domande.

Le carte “ragazze” e “ragazzi” riportano due possibilità “?” (punto interrogativo) e “!” (punto esclamativo).

  • “?”: bisogna rispondere a delle domande che potrebbero essere anche “hot”.
  • “!”: bisogna eseguire delle prove (tra cui il bacio alla francese) che possono avere dei premi o delle penitenze.

Il primo giocatore fa girare la ruota e prima di far leggere la carta deve dichiarare se sceglie “?” o “!”.

Una volta letta la carta il giocatore decide se vuole affrontare la prova o rispondere alla domanda o se vuole giocare il jolly.

Una volta che un giocatore finisce i jolly a disposizione e si rifiuta di eseguire una prova o di rispondere ad una domanda viene eliminato.

Terminato il suo turno si passa al giocatore successivo.

Scopo del gioco:

Solo nel caso siano rimasti in gioco due giocatori, automaticamente sono loro i vincitori e saranno di diritto il re e la regina di French kiss.

Allo scadere del tempo stabilito il gioco finisce e vengono eletti il re e la regina di French Kiss; ovvero la coppia che ha convinto di più.

Si ricorre a penna e block-notes, ogni giocatore potrà votare un concorrente in gioco, anche se stesso, i due che otterranno più voti saranno il re e la regina di French kiss.

A questo punto i vincitori pescano una carta coppia e devono fare, nell’immediato, la penitenza denominata con “subito”.

Naturalmente nello stile di questo gioco la coppia deve eseguire scenette imbarazzanti.

Se tutti gli altri non sono soddisfatti dell’interpretazione, bisogna fare, entro la settimana, una penitenza scritta sempre sulla stessa carta.

Conclusioni:

Pregi:……………………………………………..
Difetti:Materiale scadente, non è un gioco per tutti, bisogna essere sicuramente disinibiti.
Curiosità:……………………………………………..
Note:Gioco vietato ai minori di 16 anni.

Andrea e Irene

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STORIA DEL FRANCOBOLLO, PARTE 2

categoria - filatelia

Storia del francobollo, parte 2: la genesi, un successo planetario

La genesi

La nascita del francobollo come lo conosciamo oggi è legata alla riforma delle Poste della Gran Bretagna voluta nel 1837 da Sir Rowland Hill.

L’intuizione di Hill fu quella del servizio postale prepagato, ovvero la riscossione della tariffa postale non avvenisse più al momento del ricevimento a carico del destinatario, bensì alla spedizione a spese del mittente.

Inoltre comprese anche che modificando le tariffe, abbassandole e uniformandole in base al peso piuttosto che alla distanza, avrebbe favorito l’aumento del traffico postale ricompensando ampiamente i minori introiti derivanti dalla riduzione delle tariffe.

Nel 1837 fece pubblicare a sue spese il libretto “Post Office Reform: its Importance and Practicability”, con cui rese noto al parlamento inglese il suo pensiero riformatore.

Il progetto si scontrò però con l’ostilità preconcetta del Post Office, che non accettò l’intrusione di un estraneo quale era considerato Rowland Hill.

Grazie alle pressioni della classe mercantile e creditizia, il 26 dicembre del 1839 il parlamento britannico approvando la riforma, rese necessaria la realizzazione dei francobolli.

Hill suggerì inoltre le caratteristiche principali; dovevano essere dei pezzi di carta di dimensioni sufficienti ad accogliere una stampa, sul retro la superficie doveva essere idonea all’incollaggio come prova dell’avvenuto pagamento della tariffa postale.

Nel settembre del 1839 venne bandito un concorso pubblico, che invitava la popolazione al suggerimento del modo in cui il francobollo dovesse essere.

Delle 2600 proposte presentate, nessuna ebbe il favore del riformatore; Hill decise quindi che si sarebbe occupato personalmente dell’ideazione del francobollo.

Come soggetto fu scelto il profilo della Regina Vittoria, per evitare contraffazioni la testa fu stampata su un fondo cesellato costituito da losanghe molto fitte.

Il 6 maggio 1840 entrò così in vigore il primo francobollo del mondo, che passò poi alla storia come Penny Black.

La perforazione meccanica del francobollo nasce nel 1848 grazie all’ingegnere Henry Archer, completando così la genesi del francobollo dentellato così come è noto oggi.

Storia del francobollo 2
Storia del francobollo 2

Un successo planetario

In pochi anni, la grande praticità dell’innovazione postale ideata e creata da Sir Rowland Hill, garantì al francobollo un successo su scala mondiale.

Infatti altre amministrazioni postali seguirono l’esempio inglese e così, nel marzo 1843, la Svizzera del (cantone di Zurigo) fu il secondo stato al mondo ad emettere francobolli.

Successivamente sorprendentemente il Brasile, con l’emissione della serie detta “occhi di bue” il 1° agosto dello stesso anno, nonché i cantoni di Ginevra (ottobre 1843) e Basilea (luglio 1845).

Quest’ultima emissione diede alla Svizzera il primato nell’emissione di francobolli colorati e tematici con la famosa “Colomba di Basilea”.

Gli Stati Uniti d’America, iniziarono l’emissione di francobolli con un valore da 5 centesimi e l’effigie di Benjamin Franklin nel 1847.

Dal 1849 in poi tutti gli stati europei adottarono uno dopo l’altro il francobollo.

Andrea e Irene

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STORIA DEL FRANCOBOLLO, PARTE 1

categoria - filatelia

Storia del francobollo, parte 1: i precursori e la nascita

I precursori

Come per tutte le invenzioni esiste un prima, e anche per il francobollo vale lo stesso concetto; prima dell’introduzione del francobollo il trasporto veniva pagato dal destinatario.

Nel corso dei secoli il francobollo è stato preceduto da numerosi precursori.

Nel 1653, il gestore della posta cittadina di Parigi, Jean-Jacques Renouard de Villayer, aveva creato il “billet de port payé”.

Era una striscia di carta simile a un francobollo che doveva essere fissato alla missiva per mezzo di un filo o di un fermaglio.

Tra i precursori troviamo in Gran Bretagna il sistema di prezzo unitario per la posta locale ideato dai mercanti William Dockwra e Robert Murray ed adottato dalla Penny Post londinese a partire dal 1680.

L’innovazione riscosse un tale successo che il duca di York vide minacciato il proprio monopolio postale.

E in conseguenza alle proteste del duca, la Penny Post fu obbligata a cessare l’iniziativa dopo appena due anni, venendo inglobata nel General Post Office.

A differenza dei billet de port payé dei quali non risulta alcun superstite, alcuni esemplari dei francobolli di quel periodo sono conservati negli archivi, quattro esemplari risultano in possesso di collezionisti.

Rimanendo nel campo della filatelia, all’inizio del XIX secolo si assiste alla comparsa in alcune città dei precursori delle cartoline e delle buste preaffrancate.

A Sydney nel 1838 nascono le “letter sheets” riconosciute ufficialmente come primi valori postali preaffrancati.

Nel Regno di Sardegna fece la sua comparsa nel 1818 la “carta postale bollata”, un foglio di carta da corrispondenza con la tassa di porto prepagata, ribattezzato “cavallino” in quanto raffigurante un messaggero a cavallo.

precursori - Sardegna
precursori – Sardegna

In Gran Bretagna nel 1821 vennero allegate ai giornali le cartoline preaffrancate di risposta.

La nascita

Ufficialmente il francobollo nasce nel 1839 dall’inglese Rowland Hill, che attuando una rivoluzione nelle poste inglesi, aggiunge anche questa importante innovazione.

Una amministrazione postale emette il francobollo che rappresenta la prova del pagamento anticipato per servizi di spedizione di una lettera una raccomandata o di un pacco ad un destinatario.

L’affrancatura è a tutti gli effetti una carta-valori e la sua contraffazione è un reato.

L’applicazione del francobollo sull’oggetto da spedire deve essere fatta dal mittente o dagli uffici postali su richiesta del mittente.

Tradizionalmente il francobollo è un piccolo rettangolo di carta gommata che si incolla all’oggetto da spedire. Recentemente la gommatura è sostituita da un adesivo.

Alcune amministrazioni postali hanno emesso francobolli di altre forme, rotondi (Nuova Zelanda), triangolari, pentagonali o di forme non geometriche come ad esempio a forma di frutta (Sierra Leone e Tonga).

Alcune alternative al classico francobollo di carta sono stati anche prodotti francobolli non di carta, come i francobolli della Svizzera fatti parzialmente di pizzo o della DDR composti soltanto di materiali sintetici.

Storia del francobollo 1
Storia del francobollo 1

Andrea e Irene