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SAILOR MOON: UNA MOSTRA A TORINO PER I SUOI 25 ANNI

Pretty Guardian - Sailor Moon

Sailor Moon, tratta dal manga del 1991, arriva a Torino una mostra per i suoi 25 anni disegnata da Naoko Takeuchi

Sailor Moon magazine 1

Una favolosa notizia per i fans di Sailor Moon: 25 anni fa la serie di cartoni animati, con protagonista la famosa combattente che veste alla marinara, fu trasmessa per la prima volta in Italia.

Per questo motivo, a Torino, il Museo del fantastico e della fantascienza (Mufant) ospiterà, a partire dal 19 settembre fino a gennaio, una mostra interamente dedicata alla famosa guerriera.

La mostra era programmata per il mese di giugno, ma è stata posticipata a causa del Covid.

In occasione della manifestazione, sarà anche inaugurata una statua dedicata alla paladina della giustizia.

Se, come me, non vi siete persi una sola puntata della serie, non avete bisogno che vi spieghi chi sia Sailor Moon.

Per chi, invece, non ne sapesse molto, ecco qualche breve informazione: Sailor Moon è la protagonista di una serie animata di 200 episodi suddivisi in 5 stagioni più tre film, 2 cortometraggi e uno speciale per la televisione diviso in tre parti.

La serie animata è tratta dal manga scritto nel 1991 dalla fumettista giapponese Naoko Takeuchi.

Nel 2012, in occasione del 20° anniversario del franchise, la Toei Animation ha creato la serie animata Sailor Moon Crystal, più fedele alla versione originale del fumetto della Takeuchi.

Sailor Moon magazine 22

Negli episodi italiani, la protagonista si chiama Bunny (il suo nome originale è Usagi Tsukino).

È un’adolescente che frequenta le scuole medie, pigra e un po’ imbranata, che incontra una gatta parlante, Luna, la quale le regala una spilla e le comunica che lei è destinata a salvare il mondo dalle forze del male, trasformandosi nella guerriera Sailor Moon.

La sua missione, nella prima serie, è quella di trovare le altre guerriere Sailor e la Principessa della Luna, Serenity.

Nel corso di questa serie, compariranno gli altri personaggi: Amy (Sailor Mercury), Rea (Sailor Mars), Morea (Sailor Jupiter), Marta (Sailor Venus) e Marzio (Milord) e il gatto Artemis.

Nelle successive quattro serie compariranno molti altri personaggi, tra cui Chibiusa, figlia della regina Serenity e di Endymion e altre guerriere Sailor.

Sailor Moon 6

Scopriremo che Bunny-Sailor Moon è la reincarnazione della principessa Serenity, mentre Marzio- Milord è Endymion, suo consorte.

Curiosità: esistono un’infinità di gadgets dedicati alla famosa serie animata, ma alcuni giorni fa è stata presentata una collezione di abiti da sposa ispirati alle Guerriere Sailor!

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FRANCOBOLLI: I QUEEN CELEBRATI CON UNA COLLEZIONE SPECIALE

categoria - francobolli

Il nove luglio in uscita nuovi fantastici francobolli: i Queen celebrati dalla Royal Mail con una collezione speciale.

Queen - Rock Montreal

Una notizia che entusiasmerà i fan dei Queen: la Royal Mail britannica rende omaggio, in occasione del loro 50esimo anniversario, con una collezione speciale di francobolli a loro dedicati. Si tratta della terza band a cui spetta questo gande onore: nel 2007 erano usciti i francobolli dei Beatles e nel 2016 quelli dei Pink Floyd.

Queen - Innuendo
La collezione sarà in vendita a partire dal 9 luglio ed è così composta: 13 francobolli con una foto della band al completo, il grande ed indimenticabile Freddie Mercury, il batterista Roger Taylor, il chitarrista Brian May e il bassista John Deacon, e una foto di ciascun componente del gruppo tratta da alcuni concerti.

Queen - Flash Gordon
Gli altri 8 francobolli ritraggono le copertine dei seguenti album della band: Queen II, Sheer Heart Attack, A Night at the Opera, News of the World, The Game, Greatest Hits, The Works e Innuendo.

Queen - A kind of magic
La collezione costerà 16,00 euro e si può ordinare sul sito della Royal Mail.

Queen - The miracle

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COLLEZIONISMO: LE COLLEZIONI PIU’ STRANE E ORIGINALI

Nido di vespe

Collezionismo: le collezioni più strane, eccentriche e originali al mondo, alcune delle quali sicuramente inverosimili

Le nostre collezioni raccontano qualcosa di noi, della nostra infanzia, passioni, cartoni animati preferiti, film, souvenirs dei nostri viaggi……..
l’elenco potrebbe essere infinito.
Oltre alle collezioni “classiche” che possono riguardare francobolli, monete, fumetti, riviste, soldatini, biglie, sfere di vetro con la neve, conchiglie,etc.. ci sono anche oggetti a dir poco fuori dal comune.
Ho curiosato un po’ online e mi sono resa conto che esistono collezioni davvero bizzarre.
Volete conoscerne qualcuna? Magari troverete qualche spunto originale!

      1° Ho voluto riservare il primo posto all’inglese Rob Hull che ha 1800 riproduzioni di daleks, mutanti extraterrestri della serie tv Doctor Who. La stranezza non è la collezione in sé, ma il fatto che il signor Hull non sia per nulla fan della serie tv!
      2° Questa collezione è davvero bizzarra: negli Stati Uniti, la signora Becky Martz possiede oltre 16.000 etichette di banane.
      3° Sempre negli Stati Uniti c’è Terry Prout che possiede centinaia di nidi di vespe, vuoti fortunatamente per la sua incolumità.
      4° Troviamo l’australiano Des Warren che ha ben 30000 cucchiaini da tè.
      5° L’inglese David Morgan colleziona coni stradali: ne ha 137.
      6° Nelle Hawaii c’è chi ha utilizzato la sua collezione di tavole da surf per creare un originalissimo recinto per il suo giardino.
      7° Preferisco non commentare questa collezione: l’americano Richard Gibson conserva da circa 30 anni la lanuggine del suo ombelico all’interno di barattoli di vetro. Sappiate che un museo ha offerto al signor Gibson una cifra per acquistare 3 dei suoi barattoli. Quindi, se fossi in voi, non farei tanto la schizzinosa in caso vogliate iniziare qualche collezione bizzarra.
      8° Perdonatemi se evito di commentare anche questa collezione: si tratta di un collezionista americano, Richard Gibson, che da 40 anni conserva le unghie dei suoi piedi (dopo aver effettuato la pedicure, naturalmente).

L’elenco potrebbe continuare. Voi cosa aggiungereste?
Come avete intuito, non ci sono limiti a ciò che si può collezionare.
Non mi resta che augurare Buona Collezione a tutti voi!

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GIOCHI DA TAVOLO: QUALCHE CURIOSITA’

Oasi del collezionista, slide per la testata del sito

Qualche curiosità sulle antichissime origini dei giochi da tavolo, l’essere umano giocava già nella preistoria.

Sapevate che i giochi da tavolo hanno origini antichissime?
Sembra che alcuni risalgano addirittura alla preistoria!
Il gioco più antico di cui si hanno notizie si chiamava Senet. Ha più o meno 5000 anni ed è l’antenato del backgammon.
I reperti archeologici di questo gioco sono stati ritrovati in alcune tombe egizie. In origine ci potevano giocare solo i faraoni, poi, intorno al 1500 a.C., il Senet divenne un gioco per tutti.
Al 2500 a.C risale il Gioco Reale di Ur. Ur era un’antica città della bassa Mesopotamia, e nelle sue tombe reali sono state ritrovate delle tavole da gioco, anch’esse probabilmente antenate del backgammon.
Il Gioco Reale di Ur si diffuse anche in Siria, Libano, Iran, Egitto, e nelle isole di Cipro e Creta.
Giungiamo in Italia, più precisamente nell’Antica Roma dove risale al primo secolo a.C. il gioco Latrunculi, antenato della dama.
Più “recente” è il Libro de los juegos: si tratta di un manoscritto che fu commissionato da Alfonso X di Castiglia.
Questo testo scritto nel XIII secolo rappresenta un’importante fonte storica poiché raccoglie la traduzione dall’arabo allo spagnolo dei regolamenti di molti giochi classici che purtroppo sono andati perduti.
Quando iniziarono a diventare di uso comune i giochi da tavolo? Si diffusero nel XX secolo e la loro popolarità crebbe tantissimo dopo la seconda guerra mondiale.

Volete un esempio di gioco da tavola in uso ancora oggi e con origini antiche? Si chiama, GO è nato in Cina circa 2500 anni fa, è famoso in Asia ma in Occidente è conosciuto solo da pochi anni.
E’ un gioco di strategia, per soli due giocatori e la sua particolarità è che ha delle semplici regole da seguire ma, nonostante ciò, le sue partite sono veramente complesse.
Il gioco si compone di una scacchiera, il cui nome è goban, e di pietre (che sarebbero le pedine) di due colori: nero e bianco.
Il regolamento vuole che la partita sia iniziata dal giocatore con le pietre nere.
Non siete curiosi di provare questo gioco di concentrazione e strategia che ha origini così antiche?
In Italia una delle versioni conosciute di questo gioco è ORIGINAL GO

Gioco ORIGINAL GO

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BRIVIDO

Brivido - MB giochi

Brivido, MB giochi, 1985

N° giocatori:da 2 a 4
Età:6+
Anno:1985

Contenuto:

  • piano di gioco
  • 4 muri
  • 4 segnalini
  • ragno girevole
  • 1 torre con bara
  • 3 teschi fluorescenti
  • 1 dado
  • 1 pavimento poco sicuro
  • 1 parete semovente

Descrizione:

Tra giochi da tavolo prodotti negli anni ’80, Brivido rappresenta una novità dal punto di vista scenografico molto interessante.

Il tabellone si costruisce in maniera tridimensionale con muri, trappole e una torre centrale che si sviluppano anche in altezza.

Altra particolarità sono il mitico teschio fluorescente visibile al buio, per molti il vero protagonista del gioco.

Le trappole attuabili dal teschio sono:

  • Accetta all’ingresso
  • Pavimento poco sicuro
  • Scheletro nella prigione
  • Teschio che rotola sulle scale

Il percorso presenta 54 caselle “orme” di diverso colore:

  • Bianche: neutre
  • Verdi: scorciatoie
  • Rosse: pericolo
  • Blu: punto di ripartenza

Il turno di ogni giocatore si sviluppa in 2 fasi:

I° lancio del dado

Dopo aver lanciato il dado il giocatore si muove sul tabellone e dove possibile scegliendo un percorso più o meno rischioso.

Le caselle rosse e le scale della torre sono le zone di pericolo che possono essere coinvolte dalla sorte se il teschio fa scattare la trappola corrispondente.

II° ragno girevole

Si fa girare la lancetta del ragno girevole, il giocatore esegue l’azione corrispondente:

  • Teschio: lancia il teschio nella torre centrale
  • Spavento: salta un turno e blocca il personaggio
  • Orma: lo spavento passa e ricomincia a muovere il personaggio
  • Dado: tira ancora il dado

Se il segnalino viene coinvolto dalla corrispondente trappola, il giocatore deve spostare il proprio segnalino sulla più vicina casella blu.

Scopo del gioco:

La partita è una gara di velocità tra i partecipanti, devono superare le insidie delle quattro ambientazioni ricreate nel tabellone; vincitore è il giocatore che riesce a giungere per primo in cima alla torre centrale, li chiude il coperchio della bara e dà il meritato riposo eterno al povero fantasma.

Conclusioni:

Pregi:meccanica del gioco legata alla sorte
Difetti:……………………………………………..
Curiosità:teschio fosforescente che rotola
Note:……………………………………………..

Andrea e Irene

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CHICAGO

Chicago - Ravensburger

Chicago, Ravensburger, 1991

N° giocatori:da 2 a 4
Età:16+
Anno:1991

Contenuto:

  • Regolamento
  • Piano di gioco
  • 80 pedine (20 per ogni colore)
  • 150 anelli / collari
  • 80 gettoni (20 per ogni colore)
  • 4 dadi combattimento
  • 1 dado percorso (12 lati)
  • 1 segnalino bianco contagiri
  • 1 segnalino nero di movimento
  • 25 banconote 1.000 FT
  • 25 banconote 5.000 FT
  • 25 banconote 10.000 FT
  • 25 banconote 50.000 FT

Descrizione:

CHICAGO è un gioco da tavolo ambientato negli USA, durante gli anni del proibizionismo.

Quattro bande lottano per il potere sulla città, inviando i loro gangster per controllare i bar e i casinò e duellare contro gli avversari.

Alla partenza ogni giocatore ha un angolo (un bar) del tabellone da cui partire e riceve:

Il tabellone rappresenta la pianta di un città, divisa in 4 quartieri (rosso, giallo, verde e blu) con strade ed edifici.

Ogni quartiere è composto da un casinò del valore di 20.000 FT e da 22 bar con un valore variabile tra 1.000 FT e 5.000 FT.

Ogni edificio ha almeno un ingresso indicato con una freccia nera stampata su una delle caselle del tabellone.

Sopra ogni edificio è raffigurato un cerchio che può essere bianco oppure colorato.

Se il cerchio è bianco non appartiene a nessuno, quando un giocatore ne assume il controllo vi piazza sopra un gettone del suo colore.

Sul tabellone sono presenti delle caselle speciali che permetto alle pedine di “uscire” e “rientrare” da una qualsiasi altra casella dello stesso tipo.

All’inizio della partita i giocatori dispongono i gangster sui palazzi sotto il loro controllo.

Una partita di Chicago si divide in 4 fasi (A, B, C e D) ognuna delle quali dura 6 giri.

Ogni fase inizia con un giocatore che inizia il turno, di conseguenza alla fase successiva inizierà un giocatore differente che non ha ancora iniziato.

All’inizio di una fase di gioco, ciascun giocatore può acquistare i collari che rappresentano la forza ed il valore dei propri gangster.

Soltanto i gangster con almeno un collare possono essere piazzati nella città e muoversi al suo interno.

Si possono comprare gangster con un massimo 3 collari; il quarto collare può essere vinto soltanto a duello.

I gangster che faranno ingresso durante lo svolgimento della partita partiranno dal relativo angolo/bar.

I movimenti a disposizione del giocatore sono determinati dal lancio di uno speciale dado a dodici facce con punteggio che varia da 11 a 22.

I movimenti possono essere distribuiti in qualsiasi modo tra i vari gangster e ciascuna casella della strada e ciascun edificio conta come una casella.

Su ogni casella non può sostare più di una pedina e non è possibile scavalcare nessuna pedina.

Se una pedina raggiunge una pedina avversaria inizia un duello.

Il combattimento avviene utilizzando degli speciali dadi a 6 facce; ogni giocatore utilizza il dado corrispondente al numero di collari.

Verranno lanciati i dadi fino a quando uno dei due non ottiene un punteggio più alto.

Il vincitore ottiene un collare e del denaro come premio, il perdente rimuove la pedina uccisa dal gioco.

Se dopo il secondo lancio di dadi i giocatori sono pari, perdono entrambi un collare; perso l’ultimo collare, la pedina viene uccisa.

Al termine di ciascuna fase di gioco ogni giocatore otterrà le rendite dei vari edifici sotto il suo controllo.

Scopo del gioco:

Se alla fine di una delle tre fasi intermedie un giocatore vince se ha occupato 3 casinò (4 in 2 giocatori) oppure ha occupato gli otto bar che si affacciano sulla piazza centrale oppure possiede cinque gangster con 4 collari.

Al termine della quarta ed ultima fase, se nessun giocatore ha raggiunto uno di questi tre obiettivi, vince chi possiede il capitale maggiore.

Conclusioni:

Pregi:materiale di buona qualità, regole chiare e con molti esempi.
Difetti:……………………………………………..
Curiosità:le banconote sono intercambiabili con altri giochi Ravensburger
Note:……………………………………………..

Andrea e Irene

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CENTENARIO FERROVIE

folder - Centenario ferrovie dello stato

Centenario ferrovie dello stato, Poste Italiane, 2005

Nel centenario delle ferrovie dello Stato le Poste Italiane nel 2005 realizzano questo folder

Contenuto:

  • 1 francobollo MNH
  • 1 tessera filatelica
  • 1 busta FDC
  • 1 cartolina filatelica

Descrizione:

Soggetto: Centenario delle ferrovie dello Stato
Valore facciale: 7,00 €
Data: 22/06/2005
Formato: A4 verticale a 4 facciate
Tiratura: ………………………..
Altre informazioni e curiosità: ………………………..

Andrea e Irene

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STORIA DEL FRANCOBOLLO, PARTE 4

categoria - filatelia

Storia del francobollo, parte 4: la nascita della filatelia e i primi falsi

La nascita della filatelia

Con la crescente diffusione dei francobolli nacque anche il fenomeno del loro collezionismo, la filatelia.

Già nel 1856 ebbero luogo negli Stati Uniti le prime riunioni di filatelisti.

categoria - filatelia
categoria – filatelia

Inizialmente i francobolli venivano recuperati dalla corrispondenza dopo che era giunta a destinazione.

I primi albi per collezionisti furono diffusi a partire del 1860 e il primo catalogo fu stampato nel 1861.

In questa fase il francobollo divenne un bene con valore collezionisti diverso dal valore nominale.

All’inizio della storia postale le emissioni erano scarse, di conseguenza i collezionisti non si concentravano su specifiche tematiche o emissioni nazionali.

Il 15 dicembre 1862 uscì la prima rivista specializzata in campo filatelico il Monthly Advertiser.

Nel 1864, fu il collezionista francese Georges Herpin a coniare la parola “filatelista”, termine di origine greca che significa “amante dell’assenza di tassa”.

Il 1866 è l’anno in cui negli Stati Uniti avvenne la fondazione della prima associazione filatelica del mondo, la Excelsior Stamp Association.

I primi falsi

I primi falsi fecero comparsa poco dopo l’introduzione del primo francobollo nel 1840.

La fantasia dei falsari non si limitò a riprodurre i valori originali, ma vennero eseguite anche contraffazioni.

Variazioni cromatiche e modifica delle cifre ad imitazione di francobolli con valori più elevati.

Altra tecnica utilizzata nella falsificazione fu il lavaggio chimico dell’annullo che rendeva i francobolli usati come nuovi per poter essere riutilizzati.

I sistemi antifalsificazione introdotti sono svariati, il primo ad essere adottato, fin dalla prima emissione inglese, è la filigrana della carta.

In Baviera, Württemberg e Svizzera fu introdotto l’uso di carta bianca con fili di seta colorata.

In seguito vennero ad aggiungersi ulteriori tecniche come l’utilizzo di carta colorata o con strisce laccate.

Andrea e Irene

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JOSEMARIA ESCRIVA SANTO

folder - Josemaria Escriva Santo

Josemaria Escriva Santo, Poste Italiane, 2002

Le poste Italiane nel 2002 celebrano con un folder Josemaria Escriva Santo

Contenuto:

  • 1 francobollo MNH
  • 1 cartolina filatelica
  • 1 busta FDC

Descrizione:

Soggetto: Josemaria Escriva Santo
Valore facciale: 6,00 €
Data: 06/10/2002
Formato: A4 verticale a 4 facciate
Tiratura: ………………………..
Altre informazioni e curiosità: ………………………..

Andrea e Irene

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STORIA DEL FRANCOBOLLO, PARTE 3

categoria - filatelia

Storia del francobollo, parte 3: i primi errori e i primi francobolli italiani

I primi errori

Il primo errore risale all’anno 1847, quando le autorità di Mauritius, allora possedimento inglese, volendosi dotare dei loro primi francobolli.

In questo modo riuscirono ad aggiudicare il primato del primo clamoroso errore di stampa, in realtà composto da due errori.

Emisero due serie del tutto simile al Penny Black ma una su fondo vermiglio e una su fondo indaco.

Inoltre riportando l’erronea dicitura di “Post Office” anziché “Post Paid”, ossia di “Ufficio Postale” al posto di “Porto Pagato”.

Questi sono oggi tra i più rari francobolli del mondo, in quanto furono subito ritirati.

Sono arrivati a noi 14 esemplari su fondo vermiglio e 12 esemplari su fondo indaco.

Nel 1855 e più precisamente il 1° luglio, fu la Svezia a regalare al mondo filatelico un’altro importante errore.

Fu proprio nell’emissione del primo francobollo svedese del valore di 3 skilling, che commise l’errore.

Venne realizzata la prima non conformità tra decreto di emissione (che lo aveva previsto verde) e stampa effettiva (che fu in giallo).

In questo modo venne realizzato uno dei più rari francobolli del mondo, battuto ad asta pubblica nel 1996 per ben due milioni di euro.

I primi francobolli italiani

Il 1º giugno del 1850, anche l’Italia si dotò del suo primo francobollo.

Il Regno Lombardo-Veneto emise la sua prima serie di sei valori diversi denominata “Aquila Bicipite”.

Aquila bicipite
Aquila bicipite

Fra questi è presente il 45 centesimi azzurro, considerato tra i più rari francobolli del mondo.

In seguito, 1º gennaio 1851 anche il Regno di Sardegna diede alle stampe la sua prima serie, l’effigie è di Vittorio Emanuele II.

Il 1º aprile successivo, con una serie di sei valori in Crazie, fu il granducato di Toscana con il marzocco (stemma del granducato) ad unirsi al nuovo sistema postale.

A seguire anche gli altri stati preunitari si uniformarono; nel 1852, il 1º gennaio lo Stato Pontificio e a giugno il Ducato di Modena e il Ducato di Parma.

Nel 1858 il Regno delle Due Sicilie fu l’ultimo degli antichi stati italiani ad adottare il francobollo, con una serie di colore rosa con 7 valori in Grana.

Di questi, il francobollo detto “Trinacria” divenne una rarità dopo che il governo garibaldino appena insediatosi a Napoli ne riprese la lastra di stampa.

Venne data vita ad un nuovo francobollo usando il colore azzurro e il valore in Grana venne convertito in Tornese.

Tale francobollo, rimasto in circolazione per un solo mese, è tra i più rari della storia postale italiana.

A seguito dell’unità d’Italia, vennero estesi ai nuovi possedimenti sabaudi i francobolli del Regno di Sardegna.

Di conseguenza il primo francobollo sardo (il 5 centesimi nero del gennaio 1851) è considerato anche il primo francobollo “italiano”.

La prima vera emissione italiana avvenne solo il 24 febbraio 1862, con il francobollo da 10 centesimi bistro recante l’effigie di Vittorio Emanuele II.

Quest’ultimo è analogo a quello sardo del 1855 ma dotato di dentellatura.

Il 1º dicembre 1863 venne stampata, in Inghilterra dalla tipografia De La Rue, la prima serie appositamente studiata per coprire le tariffe postali del Regno d’Italia.

Andrea e Irene