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San Valentino: origini e storia dei biglietti romantici

Gatti San Valentino Foto di LumoSpark da Pixabay

Il 14 febbraio è San Valentino, la festa degli innamorati di tutto il mondo: origini e storia dei biglietti romantici

Lo sapevate che i primi biglietti di auguri per San Valentino risalgono addirittura al Medioevo? Scopriamone le origini e qualche curiosità.

Il primo biglietto romantico di auguri per San Valentino viene attribuito a Carlo Duca d’Orleans. Durante la sua prigionia nella Torre di Londra, nel lontano 1415, iniziò a scrivere romantici biglietti indirizzati a sua moglie. Questi biglietti esistono ancora e sono esposti al British Museum.

I biglietti romantici di San Valentino, conosciuti come ”Valentine” divennero sempre più diffusi in Europa durante il XVI secolo. Durante il regno della Regina Vittoria, raggiunsero una fama esponenziale e chi voleva spedirli alla propria/o innamorata/o, aveva uno speciale sconto sul costo del francobollo che, per questa occasione, costava solo un penny.

Auguri San Valentino Foto di Susan Cipriano da Pixabay
Foto di Susan Cipriano da Pixabay

Nacquero le Valentine in diversi stili: biglietti decorati con stencil,  ripiegati più volte  e ritagliati per creare l’effetto pizzo e merletto, con miniature in stile medievale, oppure con dei versi romantici in rima le cui prime lettere di ciascun verso formavano il nome dell’amata/o.

Biglietto rose Foto di DarkmoonArt_de da Pixabay
Foto di DarkmoonArt_de da Pixabay

Negli Stati Uniti furono prodotti a partire dal 1800; inizialmente erano semplicissimi,  con disegni in bianco e nero. Si deve all’artista americana Ester Howland la creazione nel 1847 dei primi biglietti per San Valentino decorati con pizzi, merletti, petali di fiori e nastrini colorati. 

Biglietto romantico Foto di Oberholster Venita da Pixabay
Foto di Oberholster Venita da Pixabay

Quando si associò il giorno di San Valentino alla festa degli innamorati? Forse fu il poeta inglese Geoffrey Chaucer (1343-1400),  che in un suo poema descrisse il 14 febbraio come il giorno dedicato agli innamorati.

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Barbie: origine, storia e qualche curiosità

Barbie eleganti Foto di 🎄Merry Christmas 🎄 da Pixabay

Barbie: tutto sulla sua origine, la storia dal 1959 a oggi e qualche curiosità sulla bambola più famosa al mondo

Quando è nata la bambola più famosa del mondo? Vediamo quali sono le origini della famosissima Barbie.

Possiamo dire che la Barbie è stata creata grazie ad una bambina: Barbara Millicent Roberts. Sua madre, infatti, Ruth Handler, notò che la figlia invece di giocare con le bambole, che avevano sembianze di neonati o comunque bimbi piccoli, preferiva ritagliare figure femminili dalle riviste di moda fingendo che i ritagli stessi fossero bambole vere e proprie.

Il marito di Ruth, Elliot era cofondatore insieme al suo amico Harold Mattson della Mattel (nome derivato dalla fusione di Mattson ed Elliot).

Avevano iniziato producendo giocattoli in legno nel garage di casa, per poi fondare la famosa Mattel nel 1945.

Ruth propose a Elliot di produrre una bambola con le sembianze di una donna adulta. 

Elliot inizialmente non era molto convinto, ma dopo aver visto la bambola tedesca Bird Lili, simile all’idea suggeritagli dalla moglie, decise di realizzare il progetto.

Barbie Foto di S. Hermann & F. Richter da Pixabay
Foto di S. Hermann & F. Richter da Pixabay

La prima Barbie uscì nel 1959 e fu prodotta in Giappone; aveva i capelli neri lunghi acconciati con una coda e indossava un costume da bagno zebrato. Durante il primo anno ne furono vendute 350000.

La Barbie conquistava sempre più fama e così la Mattel creò per Barbie una famiglia.

A partire dal 1964 fino al 2010 furono prodotte infatti altre bambole (le sorelle Skipper, Stacie, Shelly, Chelsie), una cugina (Francie) un fidanzato (Ken) e degli amici.

Barbie sposa Foto di matheustorrezan da Pixabay
Foto di matheustorrezan da Pixabay

Così come per Barbie, il cui nome derivava dalla figlia Barbara, anche per il fidanzato Ken il nome era il diminutivo di Kenneth, altro figlio dei coniugi Hadler.

Barbie con amica Foto di 🎄Merry Christmas 🎄 da Pixabay
Foto di 🎄Merry Christmas 🎄 da Pixabay

La Barbie è la bambola più venduta al mondo , ne esistono 100000 collezioni e vanta un enorme merchandising: abiti, accessori, case di ogni tipo, auto, camper, biciclette, piscine, animali, diversi film di animazione con le relative bambole ispirate ai personaggi della pellicola, videogiochi, libri, giornalini, figurine………..

Esistono Barbie principessa, Barbie dottoressa, Barbie elegante, Barbie sportiva, Barbie da collezione, Barbie infermiera, Barbie veterinaria, Barbie chef…………

Barbie con sorella Foto di 🎄Merry Christmas 🎄 da Pixabay
Foto di 🎄Merry Christmas 🎄 da Pixabay

Ecco la filosofia di Ruth Hadler quando ha pensato alla Barbie:

“La mia intera filosofia riguardo a Barbie si basa sul fatto che, attraverso la bambola, le bambine possono essere tutto ciò che desiderano.  Barbie ha sempre rappresentato la possibilità di scegliere per le donne”. 

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Le collezioni nel mondo della Birra: le lattine

Foto di lovepetforever da Pixabay

Le collezioni nel mondo della Birra: le lattine, dal 1810 un metodo sicuro e igienico di conservare la birra

Le lattine, sono utilizzate principalmente nelle produzioni a livello industriale grazie alla loro assoluta protezione contro gli agenti esterni.

La nascita della lattina per uso alimentare si deve all’inventore Nicolas Appert, che ideò un sistema per la lunga conservazione dei cibi tramite le bottiglie con chiusura ermetica.

L’idea di Appert fu modificata da Peter Durand che, sostituendo le bottiglie di vetro con lattine in alluminio di forma cilindrica, ne brevettò il sistema nel 1810.

All’inizio le lattine di birra non presentavano un sistema di apertura, quindi dovevano essere bucate nella parte superiore.

L’uso delle lattine di birra ebbe un grande sviluppo intorno al 1930, in particolare grazie all’invenzione del modello “Cone top” da parte dell’azienda americana Continental Can Company.

lattina cone top
lattina cone top

Questo tipo di lattina presenta nella parte superiore una forma conica e, alla sommità, propone un tappo a vite.

Il modello “Cone top” costituisce la parte più preziosa e ambita per un collezionista di lattine di birra.

Dopo il 1960 si diffuse la lattina “Flat top”, nella forma molto simile a quella odierna, costituita da tre pezzi assemblati; per l’apertura bisognava ricorrere all’uso di un apriscatole.

Una decina di anni dopo fu ideato il tappo ad anello; la prima versione era a strappo, ma aveva il difetto al momento dell’apertura di schizzare il contenuto tutto intorno.

L’attuale sistema di apertura in uso è a pressione che garantisce una perfetta tenuta e una facile apertura, senza troppi inconvenienti!

Foto di Uwe Conrad da Pixabay
Foto di Uwe Conrad da Pixabay

Le metodologie di costruzione del corpo cilindrico si sono evolute con i progressi tecnologici permettendo la realizzazione di contenitori robusti e resistenti capaci di mantenere pressioni elevate.

La tipica dimensione della lattina è studiata per minimizzare l’impiego dell’alluminio; basti pensare che una normale lattina contenente 33 cl. di liquido è realizzata con solo 13 grammi di alluminio.

Le più diffuse lattine per  birra sono formate da soli due pezzi: il corpo cilindrico ed il fondo si ottengono tramite imbutitura, il coperchio stampato è applicato tramite aggraffatura.

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CLASSIFICAZIONE DELLE MONETE

Foto di Franz W. da Pixabay

Classificazione delle monete

La classificazione delle MONETE si può effettuare con due parametri fondamentali, il primo è reperibilità degli esemplari, il secondo è lo stato di conservazione; la combinazione dei due fattori ne determina anche un valore commerciale.

CLASSIFICAZIONE DELLA RARITA’ E DELLA REPERIBILITA’:

  • CC = molto comune
  • C = comune
  • NC = non comune
  • R = raro
  • R2 = molto raro, non sempre reperibile
  • R3 = rarissimo, non facilmente reperibile
  • R4 = estremamente raro, difficilmente reperibile
  • R5 = della massima rarità, introvabile
  • U = Unico, un solo esemplare conosciuto
  • NR = non riscontrato, solo notizie bibliografiche

CLASSIFICAZIONE DELLO STATO DI CONSERVAZIONE:

FS = Fondo Specchio o Proof  è una moneta coniata con trattamento speciale dei fondi, la moneta con i Fondi a Specchio può anche presentare tracce di usura, ed essere quindi in conservazione BB o SPL.

ECZ = Eccezionale è una moneta che costituisce una eccezione, non presenta tracce di usura né segni di contatto, né colpetti da conio ma è intonsa.

FDC = Fior di Conio la moneta non presenta segni di usura; molto ricercata per la qualità, questo stato di conservazione è molto raro anche per esemplari comunissimi.

SPL = Splendido la moneta ha uno stato di conservazione molto ricercato soprattutto per le rarità piccole e grandi; rappresenta una moneta che ha circolato pochissimo, e conserva ancora i riflessi della coniazione con rilievi integri e tracce di usura che non devono superare il dieci per cento della moneta nuova.

  • Francia 2 franchi
  • Italia 50 lire mini 1991
  • Australia 50 cent - 1973
  • Italia 500 lire 1984
  • Repubblica Ceca 5 corone 1993
  • Spagna 10 pesetas 1983
  • Finlandia 5 Markkaa - 1983

BB = Bellissimo è una moneta con segni di usura che non devono essere superiori al trenta per cento della moneta nuova.

Marocco 1 Dirham - 1974
Marocco 1 Dirham – 1974

MB = Molto Bello è una moneta in stato di conservazione quasi gradevole, con usura intorno al cinquanta per cento della moneta nuova.

B = Bello è una moneta con qualità poco ricercata, la moneta è molto usurata; i rilievi sono leggibili ma in genere non piacevole allo sguardo.

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Le collezioni nel mondo della Birra: le etichette

Foto di 2211438 da Pixabay

Le collezioni nel mondo della Birra: le etichette, ideate dai produttori londinesi che rifornivano anche le corti russe

Le etichette della birra erano originariamente applicate sulle bottigliette degli sciroppi e degli elisir ad utilizzo farmaceutico.

In Gran Bretagna, all’inizio del XX secolo, comparvero le prime etichette per la birra.

Furono ideate perché le produzioni londinesi di BIRRA erano molto apprezzate anche nelle corti russe, di conseguenza erano necessarie indicazioni bilingue.

Inizialmente veniva solo riportato il nome della fabbrica direttamente sul vetro.

Foto di David Greenwood-Haigh da Pixabay
Foto di David Greenwood-Haigh da Pixabay

Il progresso e il miglioramento delle tecniche di stampa e il continuo aumento degli scambi commerciali, spinse i birrai ad identificare con esattezza il proprio prodotto.

La prima etichetta birraria italiana è della “Birra Piemonte Port Ale“, birreria nel comune di Cuorgnè in provincia di TORINO.

Le etichette birrarie, a differenza delle etichette vinicole, presentano grafiche più vivaci e dinamiche, in linea con il messaggio “non scritto” di aggregazione sociale.

La collezione di etichette di bevande (compresa la birra) è conosciuta con il termine di “Labologia”.

Risale agli anni ’50 la nascita a Liverpool del primo club di collezionisti di etichette della birra: fu la Guinness a istituire il “Labologist Club”.

Il club si occupò di codificare, raccogliere e pubblicare specifici cataloghi diventando il punto di riferimento di molti appassionati.

Foto di DivvyPixel da Pixabay
Foto di DivvyPixel da Pixabay

In seguito, la collezione di etichette della birra coinvolse anche l’est europeo e fu il club “Usti nad Labem”, dell’omonima cittadina nella REPUBBLICA CECA, a diventare la voce autorevole e di riferimento.

Come ogni forma di collezionismo, anche per le etichette della birra si possono impostare dei parametri e criteri del tutto personali.

Alcuni fanno la collezione unicamente di etichette staccate dalle bottiglie che hanno provveduto a svuotare personalmente.

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Alberi di Natale: quali sono i più famosi

cartolina natalizia

Alberi di Natale: dalle origini ai giorni nostri, quali sono i più famosi in Italia e nel mondo

Albero e Presepe sono i due simboli per eccellenza della tradizione natalizia. L’origine dell’albero di Natale risale alle tradizioni pagane del Nord Europa, in particolare ai Celti e Germani che consideravano proprio l’abete l’albero sacro del Dio Odino.

Anche i Vichinghi durante l’inverno, tagliavano abeti rossi da portare nelle proprie case; li decoravano con della frutta come buon auspicio in attesa della primavera.

Gli antichi Romani, durante le Calende di Gennaio, decoravano le loro abitazioni con rami di pino.

L’uso dell’albero di NATALE si diffuse con l’avvento del Cristianesimo ed era legato  inizialmente solo ad eventi pubblici. I primi alberi decorati, infatti, venivano allestiti nelle piazze e non necessariamente per il Natale.

Si iniziarono a decorare i primi alberi di Natale all’interno delle case solo a partire dal XVII secolo. Per molto tempo rimase una tradizione dei paesi del Nord Europa. In Italia, infatti, fu la Regina Margherita di Savoia che introdusse il primo albero di Natale nella seconda metà del 1800.

albero di natale
Foto di Jill Wellington da Pixabay

Adesso si vedono alberi di Natale di ogni tipo, ma vi siete mai chiesti quali sono i più famosi?

Iniziamo, naturalmente, da casa nostra: in Italia, a Gubbio, c’è l’albero di Natale più grande del mondo. Si tratta di un albero disegnato sul Monte Ingino e realizzato grazie a delle sorgenti luminose. E’ alto 650 metri e largo 350.

Sempre qui da noi, c’è l’albero di Natale che a partire dal 1982 viene acceso il 7 dicembre in Piazza San Pietro. La tradizione vuole che ogni anno l’albero provenga da un diverso paese europeo.

albero con regali
Foto di Pexels da Pixabay

L’albero di Natale di Londra viene allestito a Trafalgar Square. Viene donato ogni anno dalla città di Oslo fin dal 1947 in memoria dell’aiuto ricevuto durante la Seconda Guerra Mondiale. Viene addobbato con decorazioni in stile norvegese e illuminato da luci bianche.

L’albero di Natale di New York al Rockefeller Centre è un pino norvegese alto circa 30 metri. E’ famosissimo e in molti film natalizi ambientati a New York lo si può vedere in tutta la sua bellezza.

albero New York
Foto di Ichigo121212 da Pixabay

L’albero di Natale di Abu Dhabi è famoso per il suo valore, visto che i suoi addobbi sono dei gioielli e 200 pietre preziose. Si trova nella hall dell’Emirates Palace Hotel e vale ben 11 milioni di dollari!

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Fai da te: come realizzare la palla di vetro con la neve

Palla di vetro natalizia

Il fai da te coinvolgendo la famiglia: come realizzare in casa la palla di vetro con la neve coinvolgendo i bambini

Abbiamo già parlato delle meravigliose palle di vetro con la neve. Oggi vedremo come possiamo realizzarle da soli. Si tratta di un lavoretto fai da te molto semplice, che si può anche fare insieme ai bambini.

Il NATALE si avvicina, e non sarebbe poi una cattiva idea se provassimo a fare qualche regalino con le nostre mani. Cosa c’è di meglio di una PALLA DI VETRO con la neve?

Palla di vetro
Image by Beate Kratena from Pixabay

Ecco cosa occorre:

  • un barattolo di vetro con il suo coperchio
  • colla a caldo
  • dell’acqua
  • un soggetto a piacere, o più soggetti, da inserire all’interno,
  • glicerina (serve per far scendere lentamente la “neve”” quando si rovescia il barattolo)
  • glitter 
  • un cucchiaino di plastica
Glitter
Image by Pexels from Pixabay

Procedimento:

Con la colla a caldo, incollate il soggetto, o i soggetti scelti, all’interno del coperchio del barattolo. Riempite il barattolo fino al bordo con dell’acqua e aggiungete una goccia di glicerina. Inserite i glitter (la quantità varia a seconda della grandezza del barattolo e dei vostri gusti personali).

Mescolate delicatamente con il cucchiaino di plastica, poi sigillate con il coperchio. Può capitare, che non appena rovesciate per la prima volta la vostra palla di vetro con la neve fai da te, fuoriesca un po’ d’acqua: è del tutto normale, dal momento che bisogna riempire il barattolo fino al bordo per non creare poi bolle d’aria. 

Buon lavoro!

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Palle di vetro con la neve: qualche curiosità

palle-di-vetro-natalizie

Collezionare palle di vetro con la neve che affascinano quando si capovolgono: la nascita, la storia e qualche curiosità

Un oggetto da collezione che mi ha sempre affascinato è la palla di vetro con la neve. Credo che affascini un po’ tutti, grandi e piccini con la sua “magia” che si crea nel momento in cui la si capovolge.

E’ una sfera di vetro trasparente all’interno della quale si possono trovare soggetti NATALIZI paesaggi, monumenti in miniatura, ballerine, personaggi di cartoni animati……..il tutto immerso in un liquido trasparente. Non appena la si capovolge, ecco che accade qualcosa di magico: scende la neve!

palla-di-vetro-con-palazzi
Foto di Lucas Wendt da Pixabay

In alcune, sulla base, c’è inserito un carillon; possono essere di diverse dimensioni, possono illuminarsi e avere al loro interno, grazie ad un meccanismo, delle figure in movimento.

Sembra che le palle di vetro con la neve siano originarie della Francia: nel 1878, durante l’Esposizione Universale, alcuni espositori francesi avevano come fermacarte proprio delle sfere con la neve, anche se, forse, le prime furono create all’inizio del XIX secolo.

palla-di-vetro-con-fata
Foto di EllasPix da Pixabay

Se siete dei collezionisti di palle di vetro con la neve, dovete sapere che a Vienna c’è la Manufaktur Perzy, una fabbrica che da più di un secolo produce e vende queste meraviglie. 

Dal momento che il Natale si sta avvicinando, cosa ne dite di regalare (o regalarvi) una palla di vetro con la neve?  Lo sapevate che si possono creare anche a casa? Di questo ne parlerò in un altro post. Non vi resta che seguirmi per saper come si fa. Non siete curiosi?

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Le collezioni nel mondo della Birra, i sottobicchieri

Foto di emoro da Pixabay

Le collezioni nel mondo della birra, i sottobicchieri, nati come protezione per la birra, divenuti oggetti ricercati

La nascita dei sottobicchieri risale al XIX secolo quando in GERMANIA, per evitare che corpi estranei finissero nella birra, si ricopriva il boccale con un tappetino di feltro.

Grazie all’imprenditore tedesco Robert Sputh, il feltro, materiale assorbente ma non igienico, venne sostituito con il cartone, e ne fu determinato anche lo standard della forma circolare e delle misure del diametro di 107 mm e lo spessore di 5 mm.

Con il tempo si sono sviluppate diverse varianti, divenendo così oggetto di collezione da parte di molti appassionati della birra e del collezionismo birrario .

Per un neo-collezionista di sottobicchieri non è facile districarsi tra l’immensa quantità di oggetti di questo tipo.

Foto di Hathawulf da Pixabay
Foto di Hathawulf da Pixabay

Si può scegliere se dividere per paese di provenienza, immagini riportate, periodo storico; naturalmente una buona classificazione necessita di più dati per evitare doppioni e per individuare le varianti.

Ecco un elenco esemplificativo di dati utili per classificare correttamente ogni singolo pezzo:

  • Nazione: è considerata la voce più importante per classificare la propria collezione. 
  • Città:  città di produzione della birra.
  • Birreria: molte birrerie di media e grande dimensione hanno stabilimenti in più città, viene usata dopo la nazione e lo stato.
  • Birra: Il marchio
  • Tipo: normale, commemorativo, serie, sovrastampato, …
  • Forma: quadrato, rotondo, ovale, …
  • Data:  risalire alla data di emissione dei sottobicchieri è tutt’altro che facile.
  • Tematica: cavalieri, animali, FIORI, SPORT, …

Una volta scelto il metodo di classificazione bisogna reperire le informazioni necessarie.

Foto di joakant da Pixabay
Foto di joakant da Pixabay

In Internet esistono diverse liste di birrerie ed elenchi utili per classificare i sottobicchieri; può risultare complicato associare il marchio della birra alla birreria che la produce.

Esistono inoltre molte associazioni e club di collezionisti di sottobicchieri diffuse in molte nazioni.E’ molto importante la conservazione che può essere organizzata sia in scatole di cartone, sia in buste trasparenti; queste ultime proteggono i sottobicchieri lasciandoli comunque in bella vista per la consultazione.

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Riscopriamo i giochi in scatola

Foto di Gianni Crestani da Pixabay

Anche se dobbiamo restare chiusi in casa per forza, riscopriamo i giochi in scatola da usare con la nostra famiglia

Dobbiamo nuovamente passare un periodo di limitazione della libertà.

Cerchiamo di alleviare la condizione di questo dramma riscoprendo il gioco come mezzo di socialità familiare.

Quali sono i giochi più amati dalle famiglie italiane?

Ecco alcuni giochi di società più famosi con ci solitamente durante le festività.

Al 1° posto troviamo sicuramente il MONOPOLI, oggi divenuto MONOPOLY; ce ne sono diverse versioni.

Le più vecchie, con le banconote in lire, le più moderne, con gli euro e, infine, le edizioni Disney per i più piccoli.

Il Monopoli è conosciuto in tutto il mondo ed è considerato il gioco da tavola per eccellenza.

  • Monopoli - Editrice Giochi
  • Monopolino junior euro - Editrice giochi
  • Monopoly junior - Parker
  • Monopoli - Editrice Giochi
  • Monopolino - Editrice giochi
  • Monopoli - Editrice giochi

Segue CLUEDO; si tratta di un gioco da tavolo molto caro per gli amanti dei “gialli“; anche questo gioco è stato replicato in diverse versioni, come ad esempio il SuperCluedo, Cluedo Harry Potter e la versione junior per i bambini.

C’è un tabellone che rappresenta un’abitazione, divisa in diverse stanze, all’interno della quale è stato commesso un omicidio.

Ogni giocatore interpreta un diverso personaggio e lo scopo del gioco è di scoprire chi è l’assassino, in quale stanza è stato commesso il delitto e con quale arma.

Super cluedo - Editrice giochi
Super cluedo – Editrice giochi

Al 3° posto c’è RISIKO!. E’ sicuramente il gioco di strategia più conosciuto, anche questo realizzato in molte versioni.

C’è un tabellone diviso in vari territori, dove i giocatori piazzano le proprie armate per attaccare e conquistare i possedimenti dei nemici.

Leggi l’articolo su RISIKO!

Risiko! - Editrice giochi
Risiko! – Editrice giochi

La Tombola si trova al 4° posto; è un gioco originario dell’Italia meridionale e solitamente si utilizza durante il Natale, ma anche per Capodanno.

Anche di questo gioco ne esistono diverse versioni: classica, automatica e per bambini.

Tra i giochi di carte, i più amati sono Il Mercante in Fiera e 7 e 1/2.