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Collezioni di lusso: le Uova di Fabergè

Foto di josuperqu da Pixabay

Collezioni di lusso: le creazioni di alta gioielleria, a partire dal 1885 le famose Uova di Pasqua di Peter Carl Fabergè

Imitazione Fabergè
Foto di Monika Schröder da Pixabay

Oggi parlerò delle Uova di Fabergè. Per chi non lo sapesse, si tratta di oggetti di alta gioielleria la cui creazione risale al 1885. Fu lo zar Alessandro III di Russia a commissionare al gioielliere Peter Carl Fabergè il primo uovo d’oro per regalarlo a sua moglie, la zarina Maria Fedorovna, in occasione della Pasqua. Questo uovo era di colore bianco e aveva la struttura di una matrioska: al suo interno conteneva un tuorlo d’oro che a sua volta nascondeva una gallina, anch’essa d’oro, e con dei rubini al posto degli occhi. Non è finita qui, perché la gallina conteneva una miniatura della corona. Questo dono piacque così tanto alla zarina che da allora commissionò a Fabergè, ogni anno per Pasqua, un uovo che doveva essere un pezzo unico. Dieci anni dopo, nel 1895, lo zar Alessandro morì e sul trono salì il figlio Nicola. Da allora Fabergè creò due uova l’anno, il primo per la nuova zarina, Aleksandra, il secondo per Maria Fedorovna. La collezione imperiale aveva in tutto 52 esemplari. La produzione delle Uova si è interrotta solo nel 1904 e nel 1905 a causa della guerra tra Russia e Giappone.

Uovo scrigno
Foto di opsa da Pixabay

Le Uova di Fabergè (purtroppo non tutte) sono in esposizione nel Palazzo dell’Armeria del Cremlino a Mosca, e in alcuni altri musei del mondo.

Uova fabergè mosaico
Foto di Marie Sjödin da Pixabay

Naturalmente ci sono innumerevoli imitazioni delle Uova di Fabergè che possiamo permetterci anche noi perché sono realizzate in diversi materiali, dal legno alla porcellana. Ci sono anche ciondoli per gioielli o per bigiotteria.

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I Flintstones, cartone animato, compie 60 anni.

Foto di Thanasis Papazacharias da Pixabay

Il famoso cartone animato I Flintstones, conosciuto anche con il nome Gli antenati, compie 60 anni il 30 settembre.

Il 30 settembre 1960, fu trasmesso dal canale americano ABC, il primo episodio del cartone animato I Flintstones.

Creati da William Hanna e Joseph Barbera, conosciuti in Italia anche come Gli Antenati, raccontano in 166 episodi le vicende di Fred Flintstone e la moglie Wilma e dei loro amici Barnie e Betty, la sua consorte.

La serie è ambientata nella preistoria nella città di Bedrock.

Si trattava di una sorta di parodia della società americana degli anni sessanta, con dinosauri che diventano mezzi di trasporto o elettrodomestici.

Pur essendo ambientata nell’età della pietra, a Bedrock non manca nulla: negozi, bowling, cinema, aeroporti…….

L’automobile di Fred è composta da due cilindri e da cappotta e si muove utilizzando la spinta dei piedi!

Non mancano gli animali domestici: tigri con denti a sciabola e il famosissimo Dino, un dinosauro violetto che salta addosso a Fred ogni volta che rientra a casa dal lavoro.

Fred Flintstones è sposato con Wilma e hanno una figlia, Ciottolina.

Adora giocare a bowling e mangiare bistecche di brontosauro, e il suo famosissimo grido è “Yabba- Dabba-Doo”.

Lavora in una cava di pietra.

Wilma, esempio della tipica casalinga americana, è una donna forte e di carattere deciso.

Guida al risparmio con i Flintstones 2000
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Barney Rubble è il migliore amico di Fred, ma a differenza di quest’ultimo che è molto irascibile, la sua indole è più tranquilla e pacifica.

Betty è la moglie di Barney ed è la migliore amica di Wilma.

I Rubble hanno un figlio, Bam Bam dotato di forza straordinaria pur essendo un bambino.

La serie ebbe un enorme successo e nacque così il fumetto e una numerosa serie di gadgets e giochi.

Curiosità: dal 1965 al 1971 I Flintstones furono protagonisti di una pubblicità del nostro Carosello, in cui si reclamizzava un’insettticida e in cui si sentiva la famosa frase di Fred: “Wilma, dammi la clava”.

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Collezionare fiori, i Tulipani

Campo di tulipani

Collezionare fiori, i Tulipani: tu li pianti in autunno e loro sbocciano in tutto il loro splendore in primavera

Oggi volevo affrontare una collezione diversa, che coinvolge molti collezionisti nel mondo: i tulipani.

Ai non più giovani e agli appassionati di musica, forse, torna alla mente una canzone di parecchi anni fa: “Parlano d’amore i tuli tuli tuli tulipan, deliziosi al cuore, tutti i sogni miei ti giungeran….”.

Il tulipano è originario della Turchia e c’è chi afferma che è stato importato in Europa da Francesco Giuseppe d’Asburgo, imperatore d’Austria.

Ad oggi non è dato sapere in quale anno l’imperatore austriaco decise di importare i tulipani a Vienna, forse proprio su richiesta della moglie Sissi.

Campo di tulipani

E’ certo, però, che i tulipani furono importati per la prima volta in Olanda nel 1635.

I floricoltori olandesi sono i maggiori produttori di bulbi di tulipano, di conseguenza questo bellissimo fiore viene associato all’Olanda.

Se amate questi fiori, potete piantare i loro bulbi in giardino oppure, se non avete lo spazio, anche dentro dei vasi.

Esistono diverse specie di tulipano; quelle più note e diffuse possono avere i petali di un solo vivace colore oppure sfumati, bicolore o striati.

Esistono poi tante bellissime e curiose varietà di fiori come i tulipani neri, i tulipani pappagallo, i tulipani viridiflora, i tulipani fior di giglio ed i tulipani frills dalle punte sfrangiate.

I bulbi fioriscono da marzo a maggio e la loro altezza varia tra i 20 e i 30 centimetri di altezza; dovete piantarli in autunno a una profondità di circa 15 centimetri, in un terreno non umido, posto al riparo dalle correnti d’aria e in una zona soleggiata.

Tulipani

Ci tengo a segnalare l’annuale appuntamento primaverile “Messer Tulipano”, al Castello di Pralormo in provincia di Torino.

Se invece avete in mente un viaggio in Olanda, potete visitare Keukenhof: è il più famoso parco olandese e ha milioni di tulipani multicolore.

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Il valore dei giochi in scatola

Oasi del collezionista, slide per la testata del sito

Forse hai un tesoro in casa e non lo sai, il valore dei tuoi vecchi giochi in scatola che probabilmente non usi più.

Devi fare ordine in casa per recuperare un pò di spazio, e hai talmente tante scatole di giochi che non usi più da poter aprire un vero e proprio mercatino.

Magari capita che la tentazione di gettarle via sia forte, ma se proprio non le puoi più tenere, informati: potrebbero valere anche alcune centinaia di Euro.

Anche in questo caso il prezzo è legato alla legge del mercato di domanda/offerta.

Esistono giochi meno diffusi, come ad esempio Metropolis, che possono arrivare anche a 800,00 €.

Voglio affrontare il tema dei giochi maggiormente diffusi nelle case degli italiani, quindi più facilmente presenti in casa tua.

  • Delle numerosissime edizioni di MONOPOLI (oggi Monopoly) l’edizione italiana degna di nota è quella del 1936 che può raggiungere i 200,00 €.
  • Delle diverse versioni uscite fino ad oggi è RISIKO! Prestige a spuntarla sui suoi “fratelli” con un valore intorno ai 100,00 €.
  • Subbuteo è un altro gioco diffusissimo che, in funzione alle squadre possedute, si possono realizzare dai 150,00 ai 750,00 Euro per ogni squadra.
  • BRIVIDO che raggiunge quotazioni intorno ai 160,00 €.
  • L’isola del tesoro, con la sua avvincente plancia in plastica, invece può raggiungere i 200,00 €.

L’isola del tesoro,

Se hai dei giochi in scatola che vuoi vendere, oppure se hanno dei pezzi mancanti, contattaci.

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La casa di carta: Escape game

la-casa-di-carta-msedizioni

E’ in arrivo il nuovo gioco in scatola ispirato alla serie TV spagnola in onda su Netflix La casa di carta: Escape game

Una rapina, maschere di Dalì e tute rosse, una banda di ladri e una mente criminale in grado di realizzare “il più grande colpo della storia”: stiamo parlando de “La casa di carta”, una delle serie di Netflix che ha avuto maggiore successo in tutto il mondo, tanto che i produttori avevano deciso di continuarla, arrivando alla quarta stagione uscita il 3 aprile di quest’anno.

La casa di carta

Eppure, inizialmente la serie era vista da ben poche persone, tanto che i produttori e gli attori stessi la considerarono un insuccesso; questo finché la fortuna ha deciso di far incuriosire sempre più spettatori, che si sono appassionati e affezionati ai personaggi.

Sono otto i ladri che il Professore, un uomo misterioso ed estremamente intelligente, decide di ingaggiare per realizzare il colpo che ha progettato per anni: quello alla Zecca di Stato di Madrid.

La banda è composta da persone esperte in diversi campi, chi nella falsificazione di banconote, chi nell’hackerare sofisticati sistemi: parliamo di Tokyo, Rio, Denver, Helsinki, Nairobi, Berlino, Mosca ed Oslo (gli ultimi tre moriranno nelle prime due stagioni, mentre Nairobi, forse uno tra i personaggi più amati della serie, verrà uccisa nel sesto episodio dell’ultima parte).

Salvador Dalì

A loro, in occasione del colpo che verrà fatto alla Banca di Spagna organizzato per liberare Rio, precedentemente catturato dalla polizia, si aggiungeranno anche Palermo, Manila, Marsiglia, Bogotà, Lisbona, ossia l’ispettore Raquel Murillo, e Stoccolma, che nella rapina alla Zecca era l’ostaggio Mónica Gaztambide.

I veri appassionati de “La casa di Carta” non si perderanno di sicuro il gioco di società edito da MS EDIZIONI che uscirà a breve, nel mese di settembre, ispirato alla rapina alla Zecca di Stato. L’escape game si svolgerà esattamente allo stesso modo: attraverso delle carte si avranno le indicazioni del Professore, che permetteranno ai giocatori fortunati di ottenere il bottino finale e di conseguenza vincere la partita. Così come la serie, anche il gioco sarà ricco di colpi di scena, imprevisti e decisioni ardue da prendere, che lo renderanno altrettanto entusiasmante.

Noi spettatori, inoltre, attendiamo con ansia l’uscita della quinta stagione, che come hanno comunicato i produttori e gli attori tramite dei post sui social, sarà l’ultima e la più epica.

Nel frattempo, non possiamo fare altro che ideare nuove teorie sul finale e sugli ultimi nodi che sono ancora da sciogliere: Gandía è ancora vivo? Il Professore verrà arrestato dall’ispettore Alicia Sierra, che nell’ultimo episodio ha trovato il suo nascondiglio? Chi è Tatiana, la misteriosa moglie di Berlino che abbiamo avuto modo di conoscere attraverso i flashback? E che ruolo avranno i due nuovi attori che sono entrati a far parte del cast?

Non ci resta che aspettare, magari leggendo il libro uscito recentemente e che si intitola “L’enigma del Professore” e grazie al quale, chissà, scopriremo qualche dettaglio in più sulla sua vita.

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Collezionare conchiglie

Conchiglie 01

Se vuoi collezionare conchiglie raccolte sulla spiaggia, attenzione è un bel passatempo che potrebbe costare molto caro

Agosto è il canonico mese (per chi può) dedicato alle vacanze al mare, quindi alle passeggiate lungo la battigia.

Che tu sia single, con la famiglia e in compagnia dai figli piccoli è immancabile fermarsi qua e la, attratti da strani bagliori o sprazzi di colore.

Conchiglie sulla spiaggia

Si, lo so che ormai lungo il bagnasciuga si trovano reperti di ogni forma e materiale, ma quello che ci attira fin da bambini sono le conchiglie.

Se ne trovano di forme, colori e dimensione diverse; belle o brutte, intere o in frammento.

Piano piano il secchiello si riempie e la collezione si amplia, per la gioia di grandi ma soprattutto dei piccini.

Una volta arrivati a casa, oltre ad esporle, spesso si usano come decorazioni di vasi, cofanetti e altri soprammobili.

Ma in Italia questo momento di piacere può costare molto caro: da 1.549,00 euro fino a 9.286,00 euro .

Il codice della navigazione all’articolo 1162 riporta: “il prelievo è punito con una sanzione amministrativa per chiunque estragga “arena, alghe, ghiaia o altri materiali nell’ambito del demanio marittimo o del mare territoriale, ovvero delle zone portuali della navigazione interna”.

Conchiglie

Certo, tutto è legato al buonsenso, se nella valigia è presente un sacchettino di conchiglie nessuno dovrebbe contestarti la contravvenzione.

Caso ben diverso se ti trovano con una valigia piena di conchiglie.

Buona collezione.

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GIOCHI IN SCATOLA: PEZZI MANCANTI, COME FARE PER I RICAMBI

Monopoli - Editrice giochi

Giochi in scatola: il problema dei pezzi mancanti, come fare per i ricambi delle parti danneggiate rotte o smarrite.

Anche i giochi in scatola fanno parte degli oggetti che possono passare di mano in mano, di generazione in generazione.

Manager
Molti rappresentano un ricordo di quando giocavamo con i genitori, i nonni e gli amici.

A volte può capitare di ritrovarli in cantina o soffitta; dopo una doverosa spolverata, apriamo la scatola e si scatena la parte emozionale.

La voglia di giocarci ancora è tanta, ma la gioia può trasformarsi in delusione quando capita di accorgersi che uno o più pezzi sono danneggiati, rotti o si sono persi.

A questo punto, è davvero necessario gettare via tutto?

Io dico di no; bisogna fare una valutazione di cosa serve per rendere nuovamente utilizzabile questo oggetto che tanta gioia può dare a noi e a chi vuole giocare con noi.

Bisogna cercare se il gioco è ancora in produzione; in caso affermativo, basta contattare la casa produttrice, chiedere i pezzi di ricambio necessari, e, generalmente, con pochi euro di spese di spedizione, abbiamo risolto il problema.

Nel caso della versione originale anni 70 di Risiko! Le parti fornite dalla Editrice giochi non saranno quelle originali ma dell’ultima versione in commercio.

carte Risiko!
Se, invece, il nostro gioco non è più in produzione, allora serve tanta pazienza: non rimane che provare a cercare nella rete, sicuramente qualcuno vende i pezzi di cui abbiamo bisogno.

Potrebbe capitare addirittura che li trovate su questo sito al link PEZZI DI RICAMBIO.

Se le parti sono danneggiate o rotte possono essere riparate: un pò di bricolage per sistemarle non ha mai ucciso nessuno.

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STORIA DEL FRANCOBOLLO, PARTE 6

Storia del francobollo 2

Storia del francobollo, parte 6: Caratteristiche fisiche del francobollo

Caratteristiche fisiche del francobollo

La forma

La forma rettangolare o quadrata riguarda la maggior parte dei francobolli.

Il primo francobollo ad avere una sagoma diversa, fu emesso nel 1853 dal Capo di Buona Speranza con la forma triangolare.


forme diverse di francobolli

 

Esistono poi francobolli con curiosi contorni, tra i più conosciuti ricordiamo a forma di frutta, di cuore, di rombo, di stemma araldico.

Non vi è una regola prefissata in quanto sono i vari decreti dei paesi emittenti a deciderne, di volta in volta, la forma geometrica, indicandola negli appositi bollettini.

La vignetta

La vignetta è la parte stampata del francobollo.

Normalmente contiene le indicazioni dello stato che lo ha emesso ed il valore nominale di affrancatura.

La Gran Bretagna non indica a lettere lo stato emittente, lo sostituisce con il profilo del sovrano regnante.

Quasi sempre la vignetta rispetta la forma del francobollo, ma in alcuni casi questa consuetudine non è rispettata.

La vignetta può essere istituzionale quando è formata dai simboli delle istituzioni dello stato emittente, come ad esempio, avveniva nel Regno d’Italia quando si imprimeva l’effigie di Vittorio Emanuele II.

Può essere commemorativa nel caso di una ricorrenza di un avvenimento o di un personaggio storico.

Può essere propagandistica come nel caso di quei francobolli che portano un messaggio di solidarietà umana.

Il valore nominale di affrancatura attribuisce al francobollo un preciso valore a riferimento della moneta in corso nello stato di emissione.

In alcuni casi, oltre al valore nominale vi è indicato un sovrapprezzo in beneficenza.

Per esempio in Italia nel 1910, l’emissione della serie detta “Garibaldi” fece coincidere l’inizio delle emissioni di vignette commemorative, con l’uso del sovrapprezzo che era a favore del Comitato Nazionale dei Festeggiamenti per il cinquantenario dell’unificazione del Paese.

Nel 1915 venne emessa la serie di quattro valori della “Croce Rossa” dove, per la prima volta, era indicato il sovrapprezzo di 5 centesimi in beneficenza.

Nel 1953 il Vietnam del Nord ha emesso una serie di francobolli che non esprimeva il valore nominale in moneta corrente ma in chili di riso.

La vignetta indica un contadino intento alla coltivazione del cereale con quattro misure differenti da 6 etti a 5 chili.

Il 17 novembre 2005 la Repubblica di San Marino, per prima al mondo, ha emesso un francobollo che non indica il valore nominale, sostituito da un breve testo che chiarifica l’uso.

Nel 2006 la Repubblica Italiana ha emesso un valore da Euro 0,60 con sovrapprezzo di Euro 0,30 a favore dell’Associazione Pro Lotta ai Tumori del Seno.

La carta

Nella storia della stampa dei francobolli sono stati usati moltissimi tipi di carta.

Spesso per l’emissione di uno stesso francobollo sono stati usati tipi di carta differente.

In alcuni francobolli sono impastati nella carta fili di seta o altra stoffa che ne consente l’identificazione dalle contraffazioni.

Per lo stesso motivo, in tempi più recenti, si usa la carta fluorescente.

La carta non è, però essenziale nella genesi di un francobollo in quanto esistono valori su pergamena, su lamine metalliche ed è noto il francobollo di stoffa emesso dalla Repubblica Italiana l’8 ottobre 2004 che ha preso nome di “Arte del Merletto”

Il sistema di stampa

Le tecniche di stampa usate per la produzione dei francobolli sono diverse, le più usate sono:

  • La tipografia costituisce il procedimento più antico ed è caratterizzata da un’impressione ottenuta dai rilievi dei cilindri di stampa.
  • La fotocalcografia consiste in una stampa ottenuta con procedimenti fotochimici l’incisione a bulino è il più comune e consiste in una lastra incisa con solchi dentro la quale rimane l’inchiostro che si trasferisce poi sulla carta.

La filigrana

La filigrana è un disegno leggibile contro-luce dato da un dislivello di spessore nella carta del francobollo.

Non tutti i francobolli hanno la filigrana, ma ne esistono della stessa emissione con o senza filigrana ed anche con filigrane diverse a seconda del giorno di stampa.

Ormai in disuso, in origine era uno degli elementi che serviva a garantire la sicurezza anticontraffazione nei francobolli.

Introdotta in Italia nel 1863 dalle Regie Poste, per opera dell’ingegner Perazzi, che aveva ideato la forma a “coroncina” da usare in contemporanea con la stampa di un fondo di sicurezza.

Nel 1945 la Repubblica Italiana introdusse la filigrana a forma di “ruota alata” ed il 1 marzo 1955 fu mutata in “stella“.

Con decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°80 del 7 aprile 1955, il ministro Gava riconosceva l’opportunità di stampare i francobolli su carta filigranata a tappeto di stelle a cinque punte.

La Repubblica di San Marino utilizzò la stessa filigrana fino al 1961, quando decise di adottare un proprio simbolo a “tre penne”; che fu adottata per la prima volta nel valore da 500 lire del 20 ottobre.

La gomma

La gomma è quella parte che può essere umidificata per l’uso postale ovvero per attaccare il francobollo all’oggetto da inoltrare via posta.

Soprattutto nei primi francobolli emessi è possibile che non sia presente in quanto era compito degli impiegati postali spalmare della colla per consentirne l’uso.

In filatelia si distinguono quattro tipologie:

  • gommati
  • senza gomma
  • linguellati
  • senza tracce di linguella.

La linguella era una striscia di carta applicata dai collezionisti per conservarne gli esemplari in appositi album.

Talvolta, per fare scomparire la linguella o la traccia di essa dal retro del francobollo, alcune persone prive di scrupoli, eseguono la rigommatura del francobollo.

La gomma manipolata è molto più liscia e compatta, e più spessa rispetto all’originale, ciò aumenta lo spessore totale del francobollo rigommato rispetto all’originale e tale variazione di spessore si può misurare con un apposito strumento denominato spessimetro.

Però il metodo più semplice per accorgersi della rigommatura è passare con delicatezza un dito lungo i dentelli: in genere questi sono più duri e rigidi rispetto ai dentelli di un francobollo non rigommato.

La dentellatura

La dentellatura è una perforazione della carta che contorna le vignette dei francobolli ed ha come scopo il consentire un’agevole separazione degli esemplari stampati su uno stesso foglio.

L’ampiezza tra un dentello e l’altro si misura con un apposito strumento detto odontometro ed è una caratterizzazione legata alle emissioni.

I valori indicati nelle scale dell’odontometro rappresentano un rapporto matematico di 20/n dove 20 sono i millimetri presi in considerazione sul francobollo ed n indica l’esatta distanza fra i centri di due perforazioni.

Esistono vari tipi di perforazioni a seconda del perforatore in uso.

 


frammento di foglio


Andrea

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FIGURINE: LA STORIA E LE CURIOSITA’ IN ITALIA

La storia e le curiosità dal variegato e inconsueto microcosmo in Italia, le storiche figurine da collezione e non solo.

Abbiamo già visto le origini e un po’ di storia delle figurine nel precedente articolo; oggi vedremo quando sono arrivate qui in Italia.

Anche se si trattava di un fenomeno marginale, nel 1865, la società romana dei tram pubblicò dei biglietti da 15 centesimi che raffiguravano vari panorami della città eterna.

Fu nel 1934 che iniziò la prima raccolta di figurine pubblicate dalla EIAR.

Si trattò anche del primo caso di promozione pubblicitaria italiana, perché riguardava i prodotti della Buitoni-Perugina, sponsor del programma radiofonico “I Quattro Moschettieri”.

Completando ben 150 album, si aveva la possibilità di vincere la Fiat Topolino.

L’interesse pubblico nei confronti di questa raccolta di figurine crebbe moltissimo, soprattutto perché ne furono prodotte di rarissime: una tra queste era Il Feroce Saladino.

Due anni dopo anche un’azienda dolciaria veronese pubblicò delle figurine come premi per l’acquisto dei prodotti; in seguito, durante la seconda guerra mondiale, distribuì figurine patriottiche, mentre nel 1953 realizzò anche gli album su cui raccogliere le figurine dedicate a varie discipline sportive e al mondo dello spettacolo.

Lavazza iniziò nel 1949, e proseguì per 20 anni, la distribuzione di figurine simili a quelle della Liebig.

A partire dal 1961 la casa editrice Panini iniziò a produrre, con cadenza annuale, le collezioni dei calciatori.

Iniziarono a diffondersi anche gli album di figurine che riguardavano fumetti, cartoni animati e serie televisive.

Molto diffusa divenne la raccolta dei punti MIRA LANZA: si trattava di figurine di cartoncino che si trovavano all’interno dei prodotti.

Mira Lanza 15 punti
Con questi punti si potevano richiedere dei regali dall’apposito catalogo.

Le vostre nonne o mamme le raccoglievano? Ricordate l’immagine dell’olandesina o di Calimero sul bordo di alcune di queste figurine?

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FIGURINE: LA STORIA E LE CURIOSITA’

La nascita, la storia e alcune interessanti curiosità del colorato e variegato mondo delle figurine da collezione

Chi di voi non ha mai collezionato FIGURINE? Che gioia trovare quelle mancanti al nostro album! Oppure scambiare le doppie con amici e compagni di scuola.

Io personalmente non ho mai voluto scambiarle, preferivo tenermele tutte per una mia collezione personale.

Mi sono chiesta quale sia l’origine delle figurine.

Chi le ha ideate? Così ho svolto qualche ricerca e ho scoperto che, verso il 1850, in Francia furono create delle vignette illustrate su cartoncini a scopo pubblicitario: diverse aziende, infatti, decisero di promuovere i propri prodotti distribuendo gratuitamente le vignette illustrate che fungevano da messaggi pubblicitari.

La prima figurina di questo tipo fu distribuita da una catena di supermercati francesi; seguirono poi dei cartoncini inseriti nei pacchetti di sigarette che col tempo diventarono vere e proprie carte collezionabili.

Nel 1872 il barone Justus Von Liebig, fondatore della Liebig, azienda che produceva estratto di carne, scelse di promuovere il prodotto con le figurine che divennero famose in tutto il mondo e la loro distribuzione continuò per un secolo, associata anche ad una raccolta punti. In tutto furono prodotte 1871 serie di figurine Liebig, la maggior parte delle quali composta da sei immagini che ritraggono diverse tematiche: natura, storia, scienze , teatro, religione e arte.

Francobollo Liebig
Molto ricercate e famose furono anche le figurine sul baseball, distribuite soprattutto da aziende di tabacco e dolci a partire dal 1909, mentre, nel 1950, l’azienda Topps Chewing Gum iniziò ad inserire nei pacchetti delle sue gomme da masticare figurine che avevano diverse tematiche.

Per citarne alcune: i cowboy, il football e i programmi televisivi.

E in Italia? Se siete curiosi, leggete il prossimo articolo!