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Acqua di Colonia: origine e curiosità

Profumi

L’Acqua di Colonia fu ideata da un piemontese emigrato in Germania. Scopriamo la sua origine e qualche curiosità.

Vi siete mai domandati quando è nata l’Acqua di Colonia? L’Acqua di Colonia si differenzia dal profumo in quanto contiene una quantità decisamente minore di essenza diluita in etanolo.

Si deve ad un piemontese, Giovanni Paolo Feminis, nato nel 1660 in un paesino della Val Vigezzo ma emigrato in Germania, a Colonia. 

Giovanni conosceva una sorta di “formula segreta” che si portò dietro dal Piemonte: si trattava di una preparazione a base di essenze come limone, lavanda, gelsomino, fiori d’arancio, salvia e rosmarino macerate in acquavite.

Colonia-lavanda
Foto di Couleur da Pixabay

Tale preparazione veniva utilizzata come panacea per guarire dolori e mali di ogni tipo.

Giovanni aprì un laboratorio nel 1709 e, utilizzando la formula segreta, creò l’Aqua Admirabilis.

Si trattava di una preparazione ottenuta dalla macerazione di piante e fiori in una base di acquavite.

Successivamente, si rese conto che l’acquavite non era proprio la base ideale per la sua acqua, in quanto l’odore che lasciava sulla pelle non era sicuramente piacevole.

Così aggiunse il bergamotto.

L’Aqua Admirabilis ottenne un grande successo e veniva utilizzata come analgesico e antisettico.

Fu un amico, di Feminis, Giovanni Maria Farina, anch’egli piemontese emigrato in Germania, a mutare il nome dell’Admirabilis in Acqua di Colonia. Sempre grazie a lui, che divenne collaboratore di Feminis, l’Acqua di Colonia divenne famosa anche al di fuori della Germania: Feminis, infatti, morì senza eredi e furono Farina e i suoi discendenti a continuare a produrre l’Acqua di Colonia.

Lo straordinario successo dell’Acqua di Colonia si deve soprattutto alle abitudini di quei tempi: nel XVII secolo in Europa si faceva uno smodato utilizzo di acque aromatiche.

Questo perché le condizioni igieniche a quei tempi non erano certamente delle migliori!

A parte la mancanza di acqua corrente e servizi igienici, durante il Medioevo, infatti, si credeva che l’acqua fosse portatrice di malattie, soprattutto della peste.

Per questo motivo, anche il bagno nella tinozza era sconsigliato.

Addirittura, Luigi XIV, il Re Sole, si fece il bagno solo un paio di volte in tutta la sua vita. Stessa cosa per le dame di corte.

Luigi-XIV
Foto di Ibrahim Diallo da Pixabay

Immaginate che odore nauseante doveva esserci nelle strade, all’interno dei palazzi e delle abitazioni!

Eppure Luigi XIV era soprannominato “Dolce Profumo”; non pensate però che fosse per l’odore del suo corpo! Aveva una vera  e propria ossessione per i profumi.

Quale stratagemma utilizzavano a quei tempi a nascondere l’odore nauseante che emanavano?

Facevano, appunto,  largo uso di acque profumate: sotto le ascelle, all’interno di sacchettini di stoffa appesi tra i vari strati di vestiti che erano soliti indossare, inseriti anche sotto le parrucche.

Perché, come potete immaginare, non si lavavano neppure i capelli! Spesso dovevano rasarsi il capo, anche le donne, perché vista la totale assenza di igiene, per risolvere alla radice il problema dei pidocchi, si rasavano a zero e utilizzavano le parrucche.

Anche Napoleone divenne un consumatore di Acqua di Colonia: ben quattro litri ogni settimana.

Per fortuna a differenza del Re Sole, lui amava farsi il bagno quotidianamente, però era un periodo storico differente e, fortunatamente, il progresso aveva fatto sì che ci si rendesse conto dell’importanza dell’igiene, soprattutto nella prevenzione delle malattie.

A Santa Maria Maggiore nella Val Vigezzo potete visitare il Museo Casa del Profumo Feminis-Farina.

Troverete questa scritta, riferita all’Acqua di Colonia, esposta su un pannello all’interno del museo: vanta il primato inequivocabile di essere l’unico profumo di quattro secoli fa ancora presente sul mercato.

Irene C.

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